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Google consegna alla polizia brasiliana 3000 album fotografici su Orkut
La filiale brasiliana di Big G sceglie la via della collaborazione con la polizia locale, consegnando dati personali e chiavi d'accesso a photo album privati ospitati sul proprio social network. Ma c'è un problema di fondo.
Tremiladuecentosessantuno album fotografici privati ospitati sul social network Orkut: questo è quanto Google ha consegnato alla polizia brasiliana, che ha chiesto di potere accedere ai server di Big G sospettando che alcuni photo album potessero celare contenuti di natura pedopornografica.
La conferma giunge da Alexandre Hohagen, responsabile della filiale sudamericana di Google, che ha aggiunto: "Stiamo implementando filtri per le immagini più efficaci, così da potere rilevare e impedire il caricamento di foto pedopornografiche". Il filtro dovrebbe essere più accurato del 60% rispetto a quello attualmente in uso, "ma non posso svelarne il funzionamento, perché significherebbe vanificare mesi di lavoro".
Orkut è un social network che ha più di 60 milioni di utenti, più della metà dei quali di provenienza brasiliana. A titolo di esempio, il secondo paese più rappresentato, gli Stati Uniti, detiene il 19% degli iscritti, mentre la percentuale italiana si attesta sotto l'1%. Il procuratore federale di San Paolo, Sergio Suiama, ha sottolineato come "negli ultimi due anni in Brasile sono state depositate 56.000 denunce per pedopornografia online, quasi il 90% delle quali riconducibili a Orkut". Che, tra l'altro, ha una base d'utenza giovane: più del 50% degli iscritti ha tra i 18 e i 25 anni.
I responsabili di Google Brasil spiegano: "Fino a settembre 2007, tutte le richieste della polizia relative a pedofilia o contenuti razzisti sono state girate alla casa madre [Google Usa, ndR]; da tale data, abbiamo collaborato direttamente con la polizia brasiliana fornendo indirizzi IP e log di navigazione ove richiesto. Abbiamo collaborato in più di mille casi". E per quanto riguarda eventuali problematiche relative alla privacy, "non è un problema fornire alle autorità investigative dati su persone sospette o l'accesso agli album di quese ultime, anche se formalmente a Google non è arrivata nessuna richiesta ufficiale". Ma, nel dubbio, è evidente come Google abbia scelto la via del collaborazionismo, decidendo di mantenere per sei mesi i log relativi ai propri utenti in luogo degli attuali trenta giorni.
Eppure, c'è un problema di fondo. "Ogni volta che viene riportata una violazione su Orkut, gli amministratori devono immediatamente distruggere le immagini; visto che non c'è nessuna legge per regolare queste fattispecie, si distruggono le prove. Se infatti si mantenessero le immagini, si commetterebbe un crimine. Al massimo possiamo solo girarle al National Centre for Missing and Exploited Children statunitense prima di cancellarle dal nostro database". Su Orkut i photo album privati sono stati introdotti nel novembre 2007: permettono di bloccare l'accesso a chi non è nel network diretto di chi li crea e possono perciò diventare un rifugio sicuro per fini illeciti.